Questi saranno i 10 Paesi più colpiti dall'invasione di aria artica in Europa: freddo intenso anche in Italia

L'irrompere dell'aria polare segnerà un brusco ritorno a condizioni climatiche tipiche dell’inverno in gran parte del continente, con gelate, neve a bassa quota e gelidi venti settentrionali.
Come abbiamo avuto modo di spiegare nei giorni scorsi, in diversi articoli, l’Europa anche nei prossimi giorni sperimenterà gli effetti del final warming anticipato. Un’ondata di freddo di origine di origini polari sta per abbattersi sull’Europa orientale, portando con sé temperature rigide, venti freddi e, in alcune zone, nevicate anche a bassa quota, se non fino al piano, attraverso rovesci e temporali.
Questo fenomeno, previsto per il weekend del 5-6 aprile 2025, segnerà un brusco ritorno dell’inverno in gran parte del continente, con effetti significativi soprattutto nei Paesi dell’Europa orientale e centrale. L’Italia non sarà risparmiata, con un calo termico che si farà sentire in particolare al Nord e lungo il versante adriatico.
La dinamica dell’ondata di freddo primaverile
L’irruzione di aria polare è legata a una profonda saccatura che si sta formando sul Nord Europa, alimentata da masse d’aria fredda, di origine artico marittima, provenienti dal Polo Nord.
Una depressione a carattere freddo si svilupperà sul nord della Russia europea, amplificando il maltempo e il freddo su un’ampia area geografica. I venti settentrionali giocheranno un ruolo chiave nel trasportare il freddo verso sud, colpendo duramente i Paesi balcanici, l’Europa centro-orientale e successivamente Balcani e parte dell’Italia.

Il calo termico atteso entro il prossimo venerdì 4 aprile sarà notevole, soprattutto in 10 Paesi dell’Europa centro-orientale, dalla Russia fino all’Ungheria, dove le temperature minime potranno scendere anche sotto i -10°C, con il ritorno della neve fino in prossimità del piano. In molte capitali dell’est, da Tallinn a Varsavia, la colonnina di mercurio scivolerà sotto i -5°C -7°C, con picchi fino a -10°C fra Bielorussia e Russia.
L’impatto sull’Italia: freddo intenso in arrivo
Sebbene l’Italia non sia al centro della traiettoria principale dell’avvezione fredda, il nostro Paese subirà comunque un cambiamento significativo delle condizioni meteo. A partire da venerdì sera 4 aprile l’aria fredda inizierà a scavalcare le Alpi, portando un calo delle temperature di 8-10°C rispetto ai valori miti dei giorni precedenti.
Ma oltre al calo termico e all’irrompere di freddi e pungenti venti di tramontana e bora, il fronte freddo che farà da apripista all’ondata di freddo, causerà pure delle nevicate fino a bassa quota.

La neve potrebbe imbiancare l’Appennino centrale a quote basse, mentre al Sud si attendono piogge sparse e un clima più fresco ma non estremo. A Roma e Napoli le massime non supereranno i +12°C +14°C, un valore insolito per l’inizio di aprile.
Conseguenze e raccomandazioni
Questa ondata di freddo, pur non eccezionale per durata, potrebbe avere impatti significativi su agricoltura e consumi energetici. Nei Paesi dell’Europa orientale, dove le infrastrutture sono talvolta meno preparate, si temono disagi sulle strade e blackout localizzati.

In Italia, si raccomanda di prestare attenzione alle gelate notturne, soprattutto nelle zone interne e montuose, e di proteggere le colture primaverili dal repentino calo termico, soprattutto lungo le valli interne di Alpi e Appennino.
Il freddo tardivo di aprile e le anomalie del getto polare
Questa variabilità molto accentuata è da ricondurre a un getto polare particolarmente dinamico, influenzato pure dagli effetti a catena del final warming, con la definitiva morte stagionale del vortice polare stratosferico.
In conclusione, il weekend del 5-6 aprile 2025 segnerà una parentesi invernale per milioni di europei. Per l’Italia, il freddo sarà un assaggio meno severo ma comunque significativo, un promemoria della complessità del nostro clima in continua evoluzione in una stagione di transizione, come la primavera.