L’avviso meteo di Daniele Ingemi: questa domenica freddo intenso e pioggia in 11 regioni, ecco le aree più critiche

Una massa d'aria piuttosto fredda si avvicinerà all'Italia da domenica, causando l'arrivo di nevicate a bassa quota, piogge e un sensibile calo delle temperature.

L’Italia si prepara a un brusco cambio di scenario meteorologico per questa domenica 6 aprile 2025, come anticipato in vari articoli. Una massa d’aria fredda di origine artica, in discesa dal Nord Europa, sta per investire la penisola, portando con sé un’intensa ondata di maltempo che interesserà ben 11 regioni.

Questo evento, tutt’altro che tipico per l’inizio di aprile, sarà caratterizzato da piogge abbondanti, nevicate in montagna e un sensibile calo delle temperature. Ma ora andiamo a vedere nel dettaglio le cause di questa fase fredda fuori stagione.

Perché arriva l’aria fredda?

Il responsabile di questa svolta meteorologica è un’ampia saccatura depressionaria che si sta sviluppando sul Nord Europa, alimentata da correnti artiche provenienti dalla Scandinavia e dalla Russia settentrionale.

Aria fredda.
Il freddo sarà percepibile ovunque, con un crollo delle massime di -6°C -8°C rispetto ai giorni precedenti. A Roma si passerà dai +18°C +20°C di sabato a circa +12°C +13°C di domenica, mentre a Milano le temperature diurne non supereranno i 10-11°C.

Questa configurazione sinottica sta spingendo l’aria fredda verso sud, scavalcando le Alpi e riversandosi sul Mediterraneo centrale. Qui, l’interazione tra l’aria molto fredda in quota e le acque ancora relativamente tiepide del nostro mare favorirà la formazione di una depressione sottovento che amplificherà l’instabilità atmosferica.

Le conseguenze: pioggia, neve e temperature in picchiata

L’arrivo dell’aria fredda avrà effetti immediati e significativi. Secondo i modelli già a partire dalla tarda mattinata di domenica, le prime precipitazioni colpiranno le regioni settentrionali, per poi estendersi rapidamente al Centro e al Sud nel corso della giornata.

Le 11 regioni più colpite saranno Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania e Sicilia, con situazioni da monitorare in alcune aree.

Le regioni del versante adriatico, come Marche e Abruzzo, e quelle tirreniche meridionali, come Campania e Sicilia, potranno risultare le più esposte a rovesci intensi, localmente accompagnati da temporali.

Freddo tardivo.
L’arrivo dell’aria fredda avrà effetti immediati e significativi. Secondo i modelli già a partire dalla tarda mattinata di domenica, le prime precipitazioni colpiranno le regioni settentrionali, per poi estendersi rapidamente al Centro e al Sud nel corso della giornata.

In Sicilia, in particolare, il settore orientale (Catania e Messina) potrebbe registrare accumuli significativi. Anche il Lazio meridionale e la Campania interna vedranno piogge e qualche locale temporale.

Temperature in calo e nevicate, ecco dove

Il calo termico porterà la quota neve a scendere bruscamente. Sulle Alpi orientali (Veneto e Friuli) i fiocchi potranno cadere già dai 1000-1200 metri, mentre sull’Appennino centrale (Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo) la neve imbiancherà le cime sopra i 1300-1500 metri.

In alcune località montane, come il Gran Sasso e la Maiella, gli accumuli potrebbero essere moderati, offrendo un ultimo sprazzo invernale fuori stagione. Entro la serata di domenica la neve imbiancherà anche le cime dell’Appennino meridionale.

Il freddo sarà percepibile ovunque, con un crollo delle massime di -6°C -8°C rispetto ai giorni precedenti. A Roma si passerà dai +18°C +20°C di sabato a circa +12°C +13°C di domenica, mentre a Milano le temperature diurne non supereranno i +10°C +11°C.

Al Sud, città come Napoli e Palermo registreranno valori tra i +13°C e i +15°C, ma la sensazione di freddo sarà accentuata dai venti sostenuti. Di notte, le minime scenderanno vicino allo zero nelle vallate interne del Centro-Nord, con possibili gelate tardive.

Si tratta di un evento notevole per aprile?

Sebbene aprile sia un mese di transizione, con giornate spesso miti e soleggiate, irruzioni fredde come questa non sono del tutto anomale. La variabilità primaverile è spesso legata a queste dinamiche atmosferiche, in cui l’inverno tenta un ultimo colpo di coda prima di cedere il passo alla stabilità estiva.

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Tuttavia, l’intensità del calo termico e l’estensione del maltempo rendono questo evento degno di nota, soprattutto per le sue implicazioni che potrebbe avere sul mondo dell’agricoltura.