La difesa anti grandine

La grandine è da sempre uno dei fenomeni più temuti dagli agricoltori. Anche altre attività e beni possono subire seri danni dalle grandinate. Come difendersi?

La grandine, come la definisce il WMO, è la caduta di chicchi di ghiaccio, trasparenti o opachi, di dimensione generalmente fra 5 e 50 mm, ma anche oltre, addirittura fino a 10-12 cm in casi straordinari. Si forma all’interno di nubi temporalesche (cumulonembi) a seguito del trasporto ad alta quota e conseguente congelamento di goccioline d’acqua. Queste restano poi sospese e in balia di potenti moti verticali fino a che sono sufficientemente grandi e pesanti da cadere al suolo. I chicchi cadono a velocità anche oltre i 100 km/h e questo, unito alla loro dimensione, è proprio la causa degli ingenti danni a frutteti e colture, ma anche ad automobili, tetti e tettoie, infissi e perfino ferite alle persone o uccisione di piccoli animali, specie uccelli

Lotta antigrandine attiva

La lotta antigrandine attiva si prefigge lo scopo di evitare, o attenuare, la grandinata. Da tempo l’uomo prova, con scarso successo, a evitare le grandinate. Nel medio evo si suonavano le campane alle prime avvisaglie di temporale ma, ovviamente, l’efficacia di tale metodo è nulla. Oggigiorno si prova ancora, inutilmente, con i cannoni ad onda d’urto. Sono grossi coni verticali capovolti che amplificano la detonazione di gas in una cavità. La forte esplosione dovrebbe, in teoria, frantumare i chicchi in formazione o addirittura spostare il temporale. In realtà, già a 100 metri la variazione di pressione è trascurabile e, riguardo lo spostamento del cumulonembo, basti pensare che l’energia in gioco in un temporale è paragonale a un paio di bombe atomiche e quindi per spostarlo occorrerebbe un’energia simile.

Ideati nel 1896 da Alber Stinger, Sindaco di Windisch-Feistritz (Austria) e viticoltore, i cannoni antigrandine si diffusero subito ma nel 1902 una apposita conferenza scientifica svoltasi a Graz sentenziò la loro inefficacia.

Ancora oggi in alcune zone sono in uso, nonostante svariati studi scientifici recenti del CNR, di ARPA Veneto e ARPA Emilia Romagna ne confermano l’inutilità.

Altrettanto inefficaci (oltre che pericolosi e vietati) i razzi esplosivi lanciati dentro al temporale e i metodi di inseminazione artificiale mediante sostanze come ioduro d’argento.

La difesa passiva

Gli unici metodi di difesa dalla grandine dunque sono quelli passivi, ovvero ripararsi e proteggere quanto danneggiabile, o ripagare con assicurazioni. Per i frutteti il metodo migliore sono le reti anti grandine. Benché costose e in parte alterano il micro clima interno del frutteto schermando parte della radiazione solare, in zone soggette a grandinate e in presenza di colture di pregio le reti sono di fatto necessarie e devono essere aperte da inizio primavera a termine raccolto.

Raccomandabile anche stipulare polizze, non solo per gli agricoltori ma anche per gli autoveicoli, soprattutto se nuovi, e anche per gli edifici.

La grandine può lasciare dei brutti ricordi, ad esempio su un'automobile
La grandine può lasciare dei brutti ricordi, ad esempio su un'automobile

La sicurezza delle persone all’aperto

Dove è a disposizione, consultate ai primi segnali o in presenza di allerta temporali i radar meteo. In caso di avvisaglie di grandine, andare subito al riparo, soprattutto evitare di essere colti facendo lavori all’aperto (agricoltori, operai, muratori, ecc) o attività sportive (corsa, bicicletta, canoa, arrampicata, ecc). Fermarsi e cercare riparo naturalmente anche se state viaggiando in auto o, a maggior ragione, in moto.