Il vulcano Poás in eruzione con colonne di cenere e fumo, allerta arancione in Costa Rica: cosa rischia la popolazione?
Il vulcano Poas è in eruzione e rilascia colonne di fumo e cenere di oltre un chilometro. Chiuso il parco nazionale, emessa allerta arancione dalle autorità. Ecco cosa sta succedendo. Quali sono gli altri vulcani attivi della Costa Rica?

La Costa Rica è un paradiso tropicale ricco di biodiversità. Foreste pluviali, nebulose e secche, fiumi, laghi, spiagge incantevoli, sono meta turistica fra le più belle e in armonia con la natura. Nel 1948 ha abolito l’esercito e investito i risparmi in ambiente, sanità e istruzione, arrivando anche a dichiarare “Pace alla Natura”.
La ricchezza di biodiversità è stata favorita anche dai tanti vulcani del paese, fonte di pericolo e distruzione ma in grado di modellare il paesaggio e favorire in vari modi l’evoluzione delle specie viventi. Inoltre i vulcani sono anche una attrattiva turistica, ma ora uno di questi, il Volcan Poas, mostra il suo volto minaccioso.
Costa Rica e i suoi vulcani: le caratteristiche del Poas
Il territorio della Costa Rica è caratterizzato da elevata sismicità e da grande attività vulcanica. Sono almeno cinque i vulcani attivi e strettamente monitorati da OVSICORI, l’Osservatorio Vulcanologico e Sismico dell’UNA – Università Nazionale con sede a Heredia.
Il Vulcano Arenal (830 m) si trova nella provincia di Alajuela, è uno dei vulcani più pericolosi ma anche attrattivi turisticamente. L’ultima eruzione è stata nel 2010, in passato catastrofica fu quella del 29 luglio 1968.
Il Vulcano Irazù coi sui 3432 m è il più alto del paese, si trova nei pressi della città di Cartago e ha avuto catastrofiche eruzioni in passato. Non distante vi è il Turrialba, che nel 2016/17 ha avuto una importante eruzione con trasporto di cenere causando la chiusura momentanea dell’aeroporto Juan Santamaria.
Nella zona nord del paese si trova il Vulcano Rincón de la Vieja noto per la sua attività geotermica e le sorgenti termali, ora chiuse in quanto in attività con frequenti rilasci di fumo e cenere.
Poi appunto il vulcano Poas, poco distante da Alajuela, è uno stratovulcano attivo che raggiunge i 2.708 metri slm. Il suo grande cratere ha all'interno la Laguna Caliente, un lago acido con acque di colore turchese per le emissioni di gas solforosi. Nonostante la quota è circondato da rigogliosa vegetazione tropicale e da un belvedere raggiungibile in auto frequentato, eruzioni permettendo, dai turisti.
L’eruzione in corso sul vulcano Poas
Già da diverse settimane il Poas era strettamente monitorato e l’accesso al parco Nazionale era regolamentato e limitato a gruppi di non oltre 50 persone. Da fine marzo, il vulcano è entrato in eruzione con violenza, rilasciando colonne di gas e cenere di oltre 300 metri nel cielo, secondo l'Osservatorio Vulcanologico e Sismologico (OVSICORI). I vulcanologi segnalano esplosioni alla bocca C del cratere, il pennacchio si dirige verso sud-ovest, trasportato dai venti alisei.
Actividad volcánica en Costa Rica.
— News On Demand (@OnDemand_News) April 1, 2025
| El volcán Poás en Costa Rica sigue activo, con un aumento en las emisiones de ceniza el 31 de marzo. Los vientos dispersaron las partículas hacia el oeste, afectando a comunidades como Bajos del Toro, Cabuyal, Alto Palomo, Zarcero, Grecia pic.twitter.com/dUtJRcBN5q
Gli ultimi dati di monitoraggio non mostrano alcun segno di riduzione di attività ed anzi negli ultimi giorni sono in aumento eruzioni freatiche dovute al contatto del magma incandescente con l’acqua delle lagune. Le emissioni di anidride solforosa hanno raggiunto le 600 tonnellate al giorno. Da OVSICORI si sottolinea che "L'eruzione sta progredendo ininterrottamente. Non abbiamo visto alcuna diminuzione dell'attività sismica o del degassamento".
Geoffroy Avard, vulcanologo dell'OVSICORI.
L’ultimo bollettino sottolinea che l’attività eruttiva prosegue, con emissione continua di cenere. Durante le fasi più intense sono state osservate bombe vulcaniche incandescenti proiettate fino a circa 400 metri di altezza sopra il cratere e colonne di fumo e cenere anche di oltre un chilometro.
Le conseguenze: chiuso il parco, in allerta arancione
Il Parco Nazionale del Volcan Poas è ovviamente chiuso al pubblico, infatti il pericolo nella zona sommitale è veramente elevato. La CNE – Commissione Nazionale di Emergenza, ha emesso allerta arancione nel Parco Nazionale Vulcano Poás e nel distretto di Toro Amarillo di Sarchi. Nei cantoni di Alajuela, Poás, Grecia, Naranjo, Rio Quarto e Zarcero e Sarchi invece l’allerta è verde.
Cadute e deposito di cenere hanno interessato alcune località appunto in direzione sudovest dal cratere, compresa la città di Grecia, ma non in forma preoccupante. Non interessato invece l’aeroporto internazionale di San Josè.
Il Ministero della Salute ha consigliato i residenti a prestare attenzione all’eventuale caduta di cenere, che potrebbe mettere a rischio la qualità dell'aria e la salute pubblica. "Se si verificano congestione nasale, tosse, difficoltà respiratorie, irritazione alla gola, arrossamento degli occhi, bruciore, problemi alla pelle o disturbi gastrici, cercare assistenza presso il centro sanitario più vicino", hanno consigliato i funzionari.
L’evoluzione dell’eruzione non è chiara, ma le autorità e gli scienziati mettono comunque in guardia che quello in corso potrebbe essere un episodio vulcanico prolungato.