Sai qual è il periodo migliore dell’anno per vedere l’aurora boreale? Esperto NASA svela il segreto per non perderla
Riuscire ad ammirare le aurore boreali è in realtà meno facile di quello che sembra. Infatti non tutti i luoghi sono adatti per queste osservazioni ma la NASA viene in nostro soccorso dandoci dei suggerimenti.

Riuscire un giorno ad ammirare dal vivo un’aurora è il sogno di molti, il mio sicuramente. Tuttavia non è così scontato riuscire ad osservarle, anche recandosi alle alte latitudini. Per aumentare la probabilità di osservazione bisogna adottare alcuni piccoli accorgimenti e anche una piccola dose di fortuna nel trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
Per non affidarci totalmente al caso è proprio la NASA, l’agenzia spaziale statunitense, a darci alcune dritte che possono aiutarci a non perdere questo incredibile spettacolo.
Cosa sono le aurore e come si formano
Innanzitutto però capiamo meglio cosa sono le aurore polari in generale, che poi si suddividono in boreali, nell’emisfero nord, e in australi, nell’emisfero sud.
Questo fenomeno si verifica come risultato dell’interazione tra le particelle cariche e quindi il magnetismo proveniente dal Sole, con il campo magnetico terrestre.
In pratica quando il vento solare, ossia il flusso di particelle cariche emesso dall’alta atmosfera solare composto principalmente da elettroni e protoni con energie, temperature e velocità variabili nel tempo, arriva sul nostro pianeta interagisce con la ionosfera terrestre, la porzione di atmosfera che si estenda da 50 km a 1000 km circa.
Le aurore vengono prodotte nella prima metà di questo strato, indicativamente tra i 100 km e i 500 km, quando le particelle del vento solare eccitano gli atomi della nostra atmosfera che, successivamente, diseccitandosi emettono luce a varie lunghezze d’onda, ovvero di vari colori.

Questo fenomeno, come praticamente tutti sanno, avviene però alle alte latitudini, più ci si avvicina al polo e meglio è, ma questo non basta. Abbiamo infatti detto che quest’interazione avviene tendenzialmente al di sopra dei 100 km, ben al di sopra della quota di formazione delle nuvole, è perciò necessaria la presenza di cieli sgombri da nubi per riuscire ad osservarla. Abbiamo quindi bisogno di un buon “meteo spaziale” ma anche di un buon “meteo terrestre”.
È sempre la NASA ad informarci riguardo ai mesi statisticamente migliori per riuscire a vedere le aurore, che risultano essere marzo e settembre. Il momento ideale è intorno alla mezzanotte ma con la condizione che l’attività magnetica sulla nostra stella sia abbastanza elevata.
Sostanzialmente la condizione necessaria (ma non sufficiente) per riuscire ad ammirarle è che il Sole sia particolarmente attivo, in questo caso è possibile che si verifichino aurore in qualsiasi momento tra il tramonto e l’alba.
Come aumentare la probabilità di ammirare l'aurora
Non solo la NASA ma anche la NOAA, con lo Space Weather Prediction Center, ci può aiutare ad aumentare le possibilità di avvistamento delle aurore, insegnandoci qualcosa in più sui dati del meteo spaziale.
Infine c’è il progetto Aurorasaurus.org, che ha come partner proprio la NASA, che offre avvisi gratuiti basati sulla posizione esatta dell’utente e con informazioni su come interpretare i relativi dati. In questo sito è possibile anche segnalare un’eventuale avvistamento di aurora per aiutare altri utenti nell’osservazione.
Ovviamente per riuscire a cogliere questo fantastico spettacolo bisogna recarsi in un luogo buio, il più possibile distante da fonti di inquinamento luminoso, e con una buona visuale dell’orizzonte settentrionale.
Infine, in caso di avvistamento dubbio, per confermare di aver effettivamente visto un’aurora tenue, può essere utile immortalarla con uno smartphone in quanto l’obiettivo delle fotocamere è decisamente più sensibile dei nostri occhi.